Politica

Roma, Ferma condanna del PCI e totale solidarietà alle istituzioni e ai medici e operatori  sanitari del San Camillo e dello Spallanzani

Abbiamo appreso dai media che l’Assessore alla sanità del Lazio, Alessio D’Amato, ha denunciato ai carabinieri l’incursione con danneggiamento/sabotaggio alle apparecchiature di laboratorio per il Covid-19 presso l’ospedale San Camillo di Roma. Nello stesso tempo, l’amministratore regionale ha anche reso noto di una azione di hacheraggio avvenuto nei confronti dell’Ospedale Spallanzani. – dichiarano in una nota congiunta Lenino De Angelis, responsabile sanità e Oreste della Posta segretario regionale del PCI Lazio – .

I comunisti condannano senza mezzi termini queste azioni vigliacche e rivolte di fatto contro i cittadini stessi. Nei mesi precedenti, anche con un rapporto di critica costruttiva e di denuncia sulle politiche regionali in materia sanitaria abbiamo avuto rapporti ed incontri presso l’Assessorato in Regione. Proprio pochissimi giorni fa abbiamo anche diffuso un documento, apprezzato da molti, che il PCI ha redatto per l’emergenza sanitaria da coronavirus e per il dopo emergenza affinchè la sanità torni ad essere fruita universalmente e gratuitamente.

Ma di tutte le nostre proposte e di tutte le nostre critiche, siano esse state accolte parzialmente o per nulla, nessuna azione potrebbe mai prevedere la messa in discussione del funzionamento dell’attuale funzionamento sanitario per i cittadini. A cominciare dal fatto che siamo pure in presenza di emergenza regionale e nazionale. Per questo – concludono De Angelis e Della Posta – il PCI non ha alcun imbarazzo e con convincimento esprimiamo piena solidarietà agli operatori sanitari impiegati ed impegnati al San Camillo e allo Spallanzani, così come esprimiamo totale solidarietà all’Assessore D’Amato.

In questo frangente, in cui siamo limitati negli spostamenti e non possiamo recarci sui luoghi, auspichiamo comunque che, ove non fosse già presente, e vista l’emergenza, anche i dispositivi tecnologici ed umani di vigilanza siano assicurati al servizio di questi presidi sanitari che sono oggi la prima linea contro la Pandemia che stiamo combattendo. Auguriamoci che questo non sia l’inizio di infauste stagioni che proprio nelle sedi romani della sanità ebbero avvio decenni addietro.

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